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Sicilia: Fatti, non parole

Per Michele Girone, presidente della Federazione Diabete Sicilia, la sfida è aumentare il numero di Associazioni iscritte e quindi la rappresentatività. Come? Portando risultati concreti e mostrando con i fatti che aderire a un'aggregazione non comporta perdite di ‘sovranità’, afferma.

La creazione di una aggregazione fra le associazioni della Sicilia è un progetto tanto difficile quanto necessario. «Necessario perché le criticità nell'assistenza alla persona con diabete in Sicilia erano e sono ancora molte», spiega il presidente della Federazione Diabete Sicilia Michele Girone, «difficile perché la Sicilia è grande, i collegamenti - soprattutto fra l'est e l'ovest della Regione sono problematici. Sembrerà banale ma questo è un problema e non solo per l’associazionismo: non ci si conosce personalmente, non si ha notizia uno dell’altro. Non aiutano poi le resistenze di chi teme di 'perdere qualcosa' entrando a far parte di una Federazione quando è chiaro», continua Girone, «che non vi è nessuna 'riduzione di sovranità' e c'è invece un netto miglioramento della capacità di incidere nelle sedi regionali».

Attualmente quante Associazioni fanno capo alla Federazione Diabete Sicilia?
A settembre 2015 sono 14, ma mancano solo alcuni passi formali per avere l'adesione ufficiale di altre 5 o 6, insomma, dovremmo iniziare il 2016 con 20 associazioni.

Molte però mancano all'appello, come fare a coinvolgerle?
Sì: le Associazioni realmente operative in Sicilia sono almeno trenta. Teniamo conto che siamo nati a maggio del 2014: non abbiamo nemmeno due anni di vita. Io credo che dobbiamo mostrare con i fatti che entrando in Federazione Diabete Sicilia non si perde la propria identità e che si possono raggiungere risultati concreti. Faccio un esempio: siamo riusciti a inserire nel Prontuario regionale un presidio che consente di assumere insulina più volte al giorno con una sola iniezione. Abbiamo spinto per un progetto pilota che mette a disposizione delle Asl dei sensori in continuo della glicemia per uso quotidiano ed è l'unica Regione in cui questo dispositivo è inserito nel prontuario. Oppure penso all'ambulatorio per il piede diabetico al Civico di Palermo. Doveva essere chiuso ma noi Associazioni abbiamo documentato che – anche grazie a questo centro specializzato – era stato possibile ridurre drasticamente le amputazioni maggiori nel territorio di competenza e siamo riusciti a evitarne la chiusura. 
Non ultima, abbiamo instaurato una solida intesa con l’Ufficio Scolastico Regionale che sulla falsa riga del protocollo Diabete e Scuola, pubblicato in Gazzetta Ufficiale a gennaio scorso, ci consentirà di creare, mediante la somministrazione di un questionario già indirizzato a tutte le scuole, la mappatura dei bambini/ragazzi con diabete presenti in tutte le scuole siciliane. Dopo tale step passeremo alla programmazione degli interventi da realizzare in partnership con i medici di base, diabetologi, famiglie, ASP, personale docente e non docente. 

Ci sono difficoltà sul fronte dei presidi?
Ci sono criticità nel numero di strisce prescrivibili agli adulti, mentre tutto sommato per bambini e ragazzi i medici si avvalgono della possibilità di prescrivere in deroga ai tetti esistenti.  Ci sono poi difficoltà nell'assistenza specialistica: diabetologi in pensione non sono sostituiti. Pazienti diabetici sono seguiti da endocrinologi che hanno una formazione diversa…

Le dimissioni di Rita Borsellino da Assessore alla Sanità hanno creato problemi?
Quando l'assessore Borsellino era in carica abbiamo visto disponibilità da parte dei dirigenti dell'Assessorato nei confronti del tema diabete e della Federazione. I cambi al vertice comportano sempre qualche rallentamento, ma conosco il nuovo Assessore e non ho motivi per temere un peggioramento della situazione. Certo dovremo metterci a lavorare e il primo appuntamento è la definizione della 'gara' per i presidi. 

I rapporti con le Società Scientifiche sono buoni?
Sì, soprattutto con l'Associazione Medici Diabetologi. La Federazione Diabete Sicilia è stata invitata a intervenire al prossimo Congresso regionale AMD e questo è un importante risultato.

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