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Maria luigia Mottes Coordinatrice del CLAD – Coordinamento Lombardia fra le Associazioni Diabetici.

Lombardia: A quota quaranta

Con l’adesione di sei Associazioni dei Giovani e di tre dell’età adulta, il CLAD – Coordinamento Lombardia fra le Associazioni Diabetici, rappresenta a tutti gli effetti la Lombardia e i suoi 550.000 diabetici nei confronti di Istituzioni e Società.

Il Coordinamento Lombardia fra le Associazioni Diabetici è il decano fra le forme di aggregazione tra le Associazioni delle persone con diabete adulte e dei giovani, è nato infatti nel 2002.

Recentemente, con l’adesione di altre sei Associazioni dei Giovani e di tre dell’età adulta, il CLAD può vantarsi di rappresentare a tutti gli effetti la Lombardia ed i suoi 550.000 diabetici nei confronti di Istituzioni e Società. Le Associazioni aderenti al Coordinamento Lombardia Associazioni Diabetici oggi sono 24 più 16 sezioni locali per un totale di 40 organizzazioni diffuse su tutto il territorio lombardo da Sondrio a Mantova.

Si è conclusa infatti quella doppia forma di aggregazione che da sempre aveva visto Giovani ed Adulti con diabete riuniti in sigle diverse. In realtà «Il diabete ha tante forme ma il percorso di assistenza è lo stesso. Era forte l'esigenza di condividere un progetto di assistenza da 0 a 100 anni», afferma Marisa Mottes fondatrice del CLAD, riconosciuto dalla Regione Lombardia quale referente per il Diabete in Lombardia.

Il CLAD è un organismo democratico e si è dato fin dall'inizio una struttura, ha un consiglio direttivo, uno statuto ed un regolamento, possiede un codice fiscale ed adempie alle regolamentazioni delle Associazioni di Volontariato. Non svolge attività in proprio, non gestisce progetti, non si sovrappone insomma in nulla alla attività delle Associazioni. L'unica sua finalità è la difesa degli interessi della persona con diabete nei confronti della Regione e delle Istituzioni nazionali all’occorrenza. «Ne avevamo bisogno anche per dare la giusta ufficialità alla nostra azione. Nel dialogare con le Autorità e con le Società Scientifiche regionali. Non potevamo presentarci come 'un gruppo di amici'», racconta Marisa Mottes che è anche presidente della Associazione Diabetici della Provincia di Milano. Molti i risultati positivi ottenuti dal Coordinamento lombardo un esempio su tutti: la sospensione /cancellazione della gara per l’acquisto dei presidi per diabetici al minor prezzo con l’intesa Regione-Asl-Associazioni diabetici su gara presidi”, del 26 febbraio 2010 ed oggi di grande attualità.

Nato per volontà delle Associazioni 'provinciali' fra persone con diabete, il CLAD è via via cresciuto attraendo le Associazioni 'pediatriche' e 3 aderenti ad altre sigle (Fand). Nell’ultima Assemblea si è deliberato di revisionare statuto e regolamento onde renderli “attuali e democratici” in relazione alle nuove adesioni. «Non sono molte ormai le Associazioni lombarde che non aderiscono al Clad», commenta la Mottes che non ha perso la speranza di coinvolgerle. «Le abbiamo sollecitate in passato più volte e speriamo che la nuova struttura e la rappresentatività ancora più ampia le invogli a condividere il nostro percorso e il nostro progetto», continua Marisa Mottes che fa parte del Consiglio direttivo di Diabete Italia e presiede il Comitato Socio Sanitario, «Certo ogni associazione ha la sua storia, la sua tradizione. Giustamente ne è gelosa. Giustamente non vuole essere non dico sopraffatta ma anche solo limitata nella sua autonomia. Sono presidente anche io di una Associazione e lo capisco benissimo».

Aderire a un Coordinamento significa non perdere nulla in autonomia, concordare le azioni da intraprendere in funzione delle problematiche emergenti o previste, difendere meglio gli interessi delle persone. «Io credo che gli ostacoli alla adesione delle Associazioni che restano siano vecchie ruggini, questioni personali. Nulla che abbia realmente a che fare con il bene delle persone con diabete», commenta Marisa Mottes.

Il Coordinamento ha molto lavoro da fare. La Regione Lombardia da 3 anni sta cercando di modificare l’assistenza ai malati cronici, e il diabete è il paradigma della cronicità nonché il settore dove, anche grazie alla presenza di un radicato tessuto associativo, è possibile testare nuovi modelli di assistenza con la sinergia delle organizzazioni di volontariato come previsto dal Piano sulla Malattia Diabetica recepito dalla Regione Lombardia con dgr 2565 del 23/10/14. È significativo che il presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, Fabio Rizzi, concludendo il suo intervento a un evento di Diabete Italia abbia ringraziato l'associazionismo lombardo anche per aver avuto la maturità e la capacità di esprimere un interlocutore unico, il CLAD appunto.

«Grazie alla nostra rappresentatività e serietà, in vista dell’applicazione dei contenuti della DGR 2989 del 23/12/2014 “delibera delle Regole 2015” il CLAD è parte dei Comitati Esecutivi Pediatrico e Adulto per il diabete e ha un dialogo costante con i vertici della Regione, dall'Assessore Mario Mantovani, al Direttore generale Walter Bergamaschi, al Presidente della 3° Commissione Fabio Rizzi fino ai dirigenti dell'Assessorato», conclude Marisa Mottes.

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