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Perché è consigliabile preoccuparsi del diabete

C'è una domanda che pochi osano formulare ad alta voce, soprattutto davanti a un Medico: "Ma perché dovrei preoccuparmi del diabete?". Apparentemente è una buona domanda. Il diabete di tipo 2 progredisce molto lentamente, non ha sintomi, non provoca dolore e sembra non provocare fastidi. Ma…

'Curare' il diabete richiede molto impegno. Bisogna pensare a tutto quello che si fa, inserire nella propria giornata delle attenzioni e delle routine, cambiare le proprie abitudini rinunciando a quelli che sembrano i più grandi vantaggi della modernità: l'abbondanza di cibo e la proscrizione della fatica (automobili, ascensori), spesso bisogna anche prendere delle pastiglie tutti i giorni più volte al giorno. Insomma il bilancio fra costi e benefici sembra poco conveniente.

La risposta è semplice. Il diabete è una condizione subdola. Come un tumore nella fase iniziale, il diabete erode le arterie dall'interno, le fa ammalare e facilita il loro ispessimento e la loro ostruzione. È un processo lento ma non poi così tanto. Spesso nei pochi anni che intercorrono fra il vero inizio del diabete e il momento in cui è diagnosticato, quell'astuto nemico che è il diabete ha già rovinato le piccole arterie del cuore (le coronarie) in maniera sufficiente da porre le basi per un infarto o ha occluso quelle che portano sangue al cervello abbastanza per portare a dei deficit intellettivi o a una ischemia cerebrale, ictus nel termine medico.

Insomma, il diabete non riconosciuto e non trattato è un fattore di rischio. Moltiplica il rischio di sviluppare gravi o gravissime situazioni che possono portare alla morte o a un handicap serio o comunque distruggere la qualità della vita propria e dei propri famigliari.
Su questo aspetto tutti gli studiosi concordano. Anzi i dati più recenti mostrano come basti 'un poco di diabete' vale a dire una alterazione significativa ma non patologica della glicemia a digiuno o dopo il pasto per provocare un serio peggioramento. Viceversa è provato come una corretta gestione del diabete, soprattutto nei primi anni dalla diagnosi, permetta di ridurre nettamente il rischio cardiovascolare.
Questo sia perché con abitudini di vita sana e farmaci è possibile riportare a norma la glicemia sia perché queste sane abitudini intervengono in modo decisivo su tutti gli altri fattori di rischio cardiovascolare: prima di tutto sulla ipertensione. Poche delle raccomandazioni che si fanno a una persona con diabete non contribuiscono – se seguite – ad abbassare anche la pressione arteriosa.
Insomma, si interviene sul diabete per curare il cuore e il cervello. Per rimanere attivi e in salute il più a lungo possibile. Ecco perché dobbiamo preoccuparci del diabete!

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