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L'iniezione in 7 passi

Molte iniezioni di insulina sono eseguite in modo non adeguato. Il risultato è quasi sempre una assunzione di insulina inferiore al previsto e quindi una iperglicemia. Vale la pena quindi ripassare alcune regole.

Negli ultimi anni sono state sviluppate nuove insuline e nuovi farmaci per la cura del diabete, ma una minore attenzione è stata dedicata ad un gesto tanto semplice quanto importante nella terapia insulinica: l’iniezione.

Una percentuale importante delle iniezioni di insulina sono svolte in modo non adeguato. Il risultato è quasi sempre una assunzione di insulina inferiore al previsto, e quindi una iperglicemia, più di rado una ipoglicemia.

Gli errori più comuni sono rappresentati da iniezioni intramuscolari dovuti ad una errata tecnica (plica, angolo di iniezione e tempo di somministrazione), dalla mancata rotazione del sito di iniezione e dal riutilizzo degli aghi per penna;  tutti questi fattori portano alla somministrazione di dosi non corrette di insulina con conseguenze anche gravi di ipo e iperglicemie e la formazione di lipoipertrofie.

1) Dove fare l'iniezione?

Il tessuto ideale per le iniezioni di insulina è il sottocute, ossia lo strato che si trova appena sotto il derma e al di sopra del muscolo; in questo tessuto l’assorbimento di insulina è lento e costante, a qualsiasi profondità del tessuto: ciò permette una migliore affidabilità della dose e minori variazioni glicemiche.

Le iniezioni di insulina sono spesso auto-somministrate. Per questo è preferibile utilizzare i seguenti 4 siti di iniezione:  addome, cosce, braccia, glutei.

Occorre sempre ruotare i siti di iniezione usando, alternandoli tra loro, tutti e 4 i siti; all’interno di ciascun sito poi è consigliabile spostarsi ad ogni iniezione di almeno 1 centimetro. Non dimenticare di alternare il lato sinistro e destro del corpo. Questo semplice schema di rotazione previene la formazione di lesioni della pelle (lipoipertrofie).

Praticare iniezioni ripetutamente nello stesso punto all’interno del sito può far sorgere problemi: gonfiori, depressioni cutanee o arrossamenti, ematomi fino alla formazione delle gravi lipodistrofie.

In questo caso bisogna per lungo tempo evitare di iniettare insulina in quel punto. È consigliabile quindi ruotare i siti (una volta le gambe, una volta le braccia, una volta l’addome); ruotare i lati (una volta a destra e una a sinistra) e ruotare all’interno dei siti (spostandosi di circa 1 cm dal punto della precedente iniezione). Un sistema semplice è associare ad un determinato orario un determinato sito di iniezione.

2) Prima dell'iniezione

È importante lavare le mani con acqua tiepida e sapone, sciacquare e asciugare attentamente, per evitare ogni rischio di infezione. Meglio accertarsi che anche il sito di iniezione sia pulito, che l’insulina sia quella giusta e verificare che l’insulina nella cartuccia/ penna sia sufficiente per l’iniezione.

Non è generalmente necessario disinfettare il sito di iniezione a casa e fuori dall’ambiente ospedaliero.

Non è raccomandato massaggiare il sito prima e dopo l’iniezione per evitare di accelerare l’assorbimento dell’insulina.

L’insulina in uso (penne, cartucce, flaconi) si conserva a temperatura ambiente (per un massimo di un mese dopo il primo utilizzo, e fino alla data di scadenza); l’insulina nuova va conservata in frigorifero negli scomparti più bassi (per esempio quelli delle verdure).

Le fiale contenenti insuline torbide devono essere fatte ondeggiare delicatamente o roteate (ma non shakerate) per 20 volte fino a che i cristalli ritornino in sospensione.

Montare l'ago facendo molta attenzione a non forzarne l'inserimento (avvitare delicatamente sino a fondo corsa) ed evitare di piegare la parte di ago che si inserisce nel gommino del flacone.

3) Lo ‘schizzo’

Una volta montato l’ago, prima di procedere all’iniezione, è opportuno selezionare 1 o 2  unita` di insulina per verificare che la penna funzioni correttamente. Tenendo la penna verso l’alto, spingere il pulsante per l’iniezione. Se non si vede spuntare la goccia di insulina sulla punta dell’ago, montare un nuovo ago facendo attenzione a non piegarlo e ripetere l’operazione sino a che non appare.

4) La plica

Con l’avvento degli aghi corti, questa tecnica potrebbe non essere necessaria e le iniezioni dovrebbero essere eseguite a  90° con la superficie cutanea. Questa tecnica richiede particolare attenzione: bisogna sollevare la pelle e il tessuto sottocutaneo, non includendo il muscolo, usando solo il pollice e l’indice /medio.

5) Conta lentamente fino a 10

Si consiglia di lasciare l’ago inserito nella pelle per almeno 10 secondi, (per esempio contando lentamente fino a cinque) rendendo così possibile l’assorbimento dell’intera dose di insulina. Quando si estrae l'ago non deve uscire alcuna goccia, se così succede significa che l'insulina è stata iniettata con una pressione maggiore dovuta o ad errato inserimento dell'ago o ad iniezione in una area di lipodistrofia. Meglio quindi non riipetere l'iniezione in quel'area.

6) Dopo l’iniezione

È importante smaltire gli aghi e le penne utilizzate in modo corretto. Meglio portare con sé e tenere in casa un recipiente in vetro o metallo e svuotarlo solo negli appositi contenitori disponibili presso le Farmacie o le Strutture sanitarie.

7) Cambiare l’ago

È importante ricordarsi di cambiare l'ago ad ogni iniezione. Con l'uso, l'ago perde la lubrificazione e l’iniezione risulta più dolorosa.  L’ago utilizzato più volte tende a piegarsi, si corre così il rischio che la punta dell’ago si spezzi e rimanga nel tessuto sottocutaneo. La punta dell’ago utilizzato più volte assume una forma ad uncino e ‘strappa’ i tessuti. Oltre a rendere più dolorosa l’iniezione, il riutilizzo favorisce la formazione di lesioni cutanee. L'insulina potrebbe poi cristallizzarsi all’interno della cannula otturando l’ago e impedendo il passaggio dell'insulina.

Inoltre, lasciando l’ago montato, si rischia la formazione di bolle d’aria.

Per saperne di più, leggi il libretto della serie Detto da noi,
Come fare l’iniezione di insulina
Scarica il libretto

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