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Senza inutili spargimenti di sangue

La persona con diabete non è un 'paziente', è potenzialmente protagonista della sua malattia, Questo soprattutto per due ragioni: perché solo lui può prendere nella vita quotidiana le decisioni appropriate e perché ha in mano uno strumento che gli consente di misurare l'andamento della variabile principale del suo problema: la glicemia.

Misurare la glicemia è diventato facile: una punturina sul dito che crea solo un minimo fastidio, una 'striscia' e in pochi secondi appare sul lettore con una accettabile approssimazione il valore della glicemia. In questi anni le Regioni stanno cercando di limitare il ricorso a questa pratica. Occorre quindi svolgerla in modo efficace. È il cosiddetto autocontrollo glicemico strutturato.

Cosa significa? Prendiamo il caso di una persona che non usa insulina o farmaci orali che possono provocarle una ipoglicemia. Avrà a disposizione poche strisce. Dovrà usarle in modo intelligente. Questo significa

  • controllare la glicemia a orari diversi, meglio se prima e dopo il pasto o un evento del quale si vuole misurare l'effetto;
  • segnare su un diario i valori glicemici collegandoli agli eventi di quel giorno che possono avere influenzato la glicemia (pasti, esercizio fisico, malattie o stress);
  • avere le informazioni necessarie per interpretare il dato glicemico e memorizzare le conclusioni che si sono tratte;
  • portare al Medico il diario (magari con qualche grafico realizzato sulla base dei dati contenuti nella memoria del lettore) e discutere sulla base di questo.

Non è quindi necessario fare molte 'strisce'. Nella persona non trattata con insulina, la glicemia misurata la mattina al risveglio il lunedì non cambierà molto il giorno dopo. Si può decidere di misurare la glicemia una volta al mese ad esempio, valutando il lunedì quella a digiuno, il mercoledì quella prima e dopo pranzo, il venerdì quella prima o dopo cena, la domenica quella prima e dopo un esercizio fisico. Si tratta di farle in modo intelligente.

Se il dato glicemico è dimenticato o non utilizzato: se si guarda la glicemia 'solo per vedere se è alta' si sprecano davvero il proprio tempo, le risorse pubbliche e … il proprio sangue!

Persone che usano insulina o sulfaniluree
Diverso il discorso per la persona che rischia delle ipoglicemie in quanto usa insulina o farmaci orali che possono provocare ipoglicemie (le sulfaniluree ad esempio). In questo caso la glicemia va misurata sempre prima e dopo i pasti, al risveglio (qualche volta nel cuore della notte) e ogni volta che ci si trova in una situazione che potrebbe avere un impatto sulla glicemia (prima e dopo un esercizio fisico ad esempio) o quando si provano sensazioni strane. I controlli vanno moltiplicati nelle fasi di malattia o di forte stress. Le Linee guida consigliano a chi usa insulina di fare come minimo una determinazione (una 'striscia') per ogni iniezione di insulina + 1 in più ogni giorno.

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