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I diabeti ‘veloci’

A volte il diabete di tipo 2 evolve velocemente. A volte le complicanze si manifestano presto e si evolvono nonostante un controllo glicemico apparente buono. Spesso queste dorme di diabete “difficili' hanno delle spiegazioni semplici.  

In linea generale, seguire le terapie e adottare gli stili di vita corretti permette di mantenere sotto controllo il diabete per lunghi periodi di tempo. A volte questo non avviene. Succede che una terapia basata solo sugli stili di vita (alimentazione sobria e molto esercizio fisico) accompagnata dalla metformina non riesca a controllare la glicemia nemmeno per pochi mesi. E può succedere che in poco tempo anche terapie orali più 'potenti' perdano la loro efficacia (anche se questo avviene più di rado con le nuove terapie orali di quanto accadesse quando esistevano solo le sulfaniluree).

A questo punto, senza esitazioni, occorre passare all'opzione più precisa e potente, assumere dall'esterno quell'ormone che manca o è poco efficace: l'insulina. Ma perché il diabete si è evoluto così velocemente? A volte perché lo si diagnostica con ritardo. Alcuni casi di diabete di tipo 2, per così dire, 'veloce', andrebbero probabilmente classificati diversamente come diabete 'Lada', una forma intermedia fra il diabete di tipo 2 e di tipo 1. Si può pensare a un Lada soprattutto nei soggetti di mezza età e magri.

In altri casi la spiegazione è semplice. C'è chi perde un po' di udito a 60 anni, chi a 70 e chi a 80, così come ci sono persone che a 90 ci sentono benissimo. Lo stesso vale per la vista e per qualunque organo e la betacellula non fa eccezione. In qualche persona la betacellula invecchia più velocemente e prima che in altri e questo decadimento ‘fisiologico’ porta al diabete.

Diverso il discorso per le persone che, pur avendo delle 'buone glicate' vanno incontro presto a serie complicanze. Qui le cause possono essere diverse. Prima di tutto l'emoglobina glicata è poco significativa tra le persone che hanno poca emoglobina totale (e questa condizione, l’anemia, non è poi così rara fra gli anziani). In secondo luogo si tratta di una media relativa comunque a un periodo limitato. Chi usa insulina o farmaci che possono creare ipoglicemia potrebbe avere delle ipoglicemie anche senza accorgersene affiancate da picchi iperglicemici pericolosi per le complicanze. La ‘glicata’ facendo la media fra ‘ipo’ e ‘iper’ risulta falsata. Queste persone potrebbero utilmente ripassare le loro conoscenze in materia di diabete, moltiplicare i controlli glicemici e chiedere su questa base una revisione della loro terapia.

Da ultimo bisogna considerare che l'evoluzione sia degli eventi cardiovascolari sia delle complicanze specifiche del diabete, dipende anche da altri fattori: l'equilibrio pressorio prima di tutto, o la quota di grassi nel sangue. Agire alla perfezione sul fronte diabete e lasciar perdere l'ipertensione non è cosa saggia.

Detto tutto questo, è possibile, anche se raro, che, nonostante ogni cura sia stata presa, le complicanze si manifestino anche in una persona con diabete ben controllato con la precocità e velocità che caratterizza le persone mal controllate. Il fatto è che a volte in Medicina due più due non fa quattro.

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