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Il diabete nella terza età e nella quarta età

Molte persone con diabete sono anziane. Per certi versi è un’età ideale per badare finalmente alla propria salute e impostare uno stile di vita più sano. Diverso il discorso per le persone molto anziane o non autonome.

Più si invecchia, maggiore è la probabilità di avere il diabete di tipo 2. Oltre il XX% delle persone sopra i 70 anni ha il diabete. È importate distinguere tra la condizione dell'anziano ‘attivo’ e quella dell’‘anziano fragile’ e del ‘grande anziano’ (sopra gli 85 anni).

L'anziano attivo autonomo e in buone condizioni fisiche e mentali è in una situzione ideale per rispondere a tutti i consigli del Team diabetologico. Ha tempo a disposizione per impegnarsi nella prevenzione delle complicanze e ha voglia di mantenere più a lungo possibile la sua forma fisica e soprattutto la sua autonomia.
Gli ostacoli che trova in questa fase sono soprattutto due: la necessità di controllare o prevenire non solo il diabete ma spesso anche altre condizioni metaboliche (pressione, colesterolo, trigliceridi) o non metaboliche (bronchite cronica, dolori osteo-articolari…) e la tendenza a valorizzare l'alimentazione ("l'unico piacere che mi resta è quello di mangiare").

La persona anziana attiva deve aver ben chiaro che:

  • Il cambiamento nello stile di vita suggerito dai Medici e spesso anche le terapie hanno effetti positivi su tutte le condizioni metaboliche e possiamo dire su quasi tutte le malattie che la persona anziana lamenta o rischia di sviluppare.
     
  • I Medici propongono la terapia migliore, ma ogni terapia va adattata alle esigenze della persona. Invece di interrompere un farmaco o di ridurne il dosaggio è più opportuno spiegare francamente al Medico le proprie difficoltà e concordare una terapia più compatibile.

Il discorso è diverso se si parla di un 'grande anziano' (generalmente con questa locuzione si intendono le persone sopra gli 85 anni), la cosiddetta 'quarta età' o di un 'anziano fragile', vale a dire una persona che ha ridotte autonomie e possibilità di badare a se stesso.

Nell'anziano 'fragile' e nel 'grande anziano' è essenziale che tutte le persone che lo assistono condividano le stesse informazioni e lo stesso modo di fare. Non solo il partner o i figli, anche la badante deve prender parte agli incontri con il Medico.
Vale la pena di tenere sotto controllo il diabete anche in questa quarta età, perché un diabete mal compensato oltre a rappresentare un rischio per il cuore rende più probabili e forse aggrava non solo la pressione alta, anche il Parkinson, la demenza senile e perfino alcuni tumori.
D'altra parte nel ‘grande anziano’ e nell’‘anziano fragile’ gli obiettivi della terapia vanno rivisti alla luce di quanto la persona (e chi le sta vicino) può effettivamente fare senza correre rischi.
In particolare l'anziano e il ‘grande anziano’ devono stare attenti alle ipoglicemie che sono più difficili da identificare, più lunghe e potenzialmente più gravi di quanto lo siano nella persona giovane o matura.

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