Automonitoraggio: Consip porta davvero un risparmio? - marzo 2017

Recentemente è stato pubblicata la “XVI Rilevazione dei prezzi relativi a beni e servizi per le pubbliche amministrazioni”, realizzata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in collaborazione con l’Istat. Secondo il Ministero lo studio conferma che le Convenzioni stipulate dalla Consip finalizzate agli acquisti nelle Pubbliche Amministrazioni centrali e locali sono assolutamente vantaggiose, coniugando risparmio di spesa e qualità. I commenti della stampa specializzata confermano questa visione.

Diabete Italia come portavoce degli operatori del settore sanitario specifico e dei pazienti diabetici non ritiene corrette le conclusioni del rapporto.

Per la prima volta, nel 2016, la Rilevazione inserisce i dati sui presidi per l’autocontrollo della glicemia, che, in convenzione Consip, risulterebbero sensibilmente più convenienti (-18% per le strisce reattive e -43% per le lancette pungidito) rispetto al prezzo medio praticato alle pubbliche amministrazioni che acquistano al di fuori delle convenzioni.

Diabete Italia sottolinea che nessun'altra, tra le categorie merceologiche presenti nella Rilevazione, implica una decisione terapeutica. I "presidi per il controllo della glicemia" (come vengono definiti nel rapporto) sono stati inseriti con la motivazione che rispondono al “criterio di rilevanza in termini di spesa e diffusione presso le Amministrazioni”. Se si prendono in esame le altre voci, appare chiaro che sono stati equiparati i risparmi che si possono ottenere per l’acquisto di arredi, PC, stampanti, telefonia, energia elettrica, derrate alimentari, etc. con quelli del materiale per l’autocontrollo domiciliare della glicemia.

Come più volte Diabete Italia ha sostenuto in diversi ambiti (Ministero della salute, audizioni presso la XII Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica e la XII Commissione Affari Sociali della Camera) l’automonitoraggio domiciliare è una terapia fondamentale per la persona con diabete che ha diritto di accedere a una terapia personalizzata, prescritta e discussa con il Diabetologo e il Team di cura nell’ambito di un processo di empowerment, attraverso uno specifico percorso di educazione strutturata.

Per tale motivo i device per il monitoraggio della glicemia dovrebbero seguire la strada distributiva e regolatoria dei farmaci, perché devono essere qualificati come parte integrante di un piano di cura (Standard Italiani per la cura per il diabete). Conoscere la propria glicemia, infatti, è importante sia per monitorare la malattia che per permettere allo stesso paziente di gestire il suo diabete così da prevenire le complicanze acute e croniche (comprese le ospedalizzazioni). Lì sta il vero risparmio.

L’efficacia dell’autocontrollo dipende quindi anche dall’adeguatezza del glucometro “ai bisogni, le caratteristiche, le capacità manuali e intellettive del singolo paziente tenendo nel giusto conto le innovazioni tecnologiche” come è scritto nel Piano Nazionale per la Malattia Diabetica.

Pertanto l’erogazione dei presidi per l’autocontrollo della glicemia non dovrebbe fare riferimento solo a un criterio di costi e risparmi, piuttosto a una procedura di erogazione semplice con l’opportunità di offrire le prestazioni, di cui all’art.13 dei nuovi LEA, che diano concretezza al percorso di educazione strutturata in cui sia possibile differenziare i bisogni clinici e psico-sociali della persona con diabete e quindi garantire il tipo di glucometro più adatto, non solo accurato, per quel paziente; e questo anche nell’ottica di seguire le linee guida e nel rispetto di quanto stabilisce il Piano Nazionale per la Malattia Diabetica

In questo senso riteniamo reciti la sentenza 275/2016 della Corte Costituzionale che non accetta la sostenibilità economica come unico criterio per le procedure d’acquisto.

Più volte Diabete Italia ha chiesto una direttiva da applicare sull’intero territorio nazionale che possa prendere in considerazione sistemi di acquisto alternativi alla gara anche per i sistemi di automonitoraggio della glicemia (“le strisce e lancette”), opinione condivisa anche dalla Onorevole Carnevali nelle osservazioni fatte sui nuovi LEA.

Sicuramente le gare, in genere, presentano vantaggi, come mettere in concorrenza i fornitori e ridurre i costi di prodotti e servizi, bloccare il prezzo del prodotto/servizio per tutta la durata della gara, tuttavia limitano notevolmente la possibilità di personalizzazione della cura e ritardano l’accesso alle nuove tecnologie, creando una situazione di svantaggio tra i malati residenti nelle diverse regioni.

Nel caso della gara Intercenter della Regione Emilia Romagna, sono stati raggiunti obiettivi di contenimento dei costi, ma nonostante una elevata fenotipizzazione dei pazienti e relativi lotti, si sono registrati fabbisogni insoddisfatti, in particolare per l’età pediatrica, per cui è stato necessario ricorrere a una nota integrativa e quindi il costo medio delle strisce ha superato 0,20 €.

Quando il rapporto Mef/Istat riporta per le strisce un costo di 0,1765 secondo la convenzione Consip contro 0,2143 fuori convenzione non tiene conto dei costi legati alla sostituzione dci glucometri (così come dimostrato dall’analisi economica realizzata dal Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università degli Studi di Pavia in collaborazione con la Società di Ricerca Save di Milano e la consulenza degli specialisti della ASL3 di Genova) e soprattutto della ricaduta che un minore utilizzo dell’automonitoraggio potrebbe avere sulle ospedalizzazioni e sulle complicanze del diabete.

Diabete Italia non accetta l’indicazione del Ministero secondo il quale “nel corso del 2017 saranno implementate e rese operative tutte le disposizioni introdotte dal legislatore per far sì che le amministrazioni pubbliche utilizzino in maniera sistematica le convenzioni Consip per i loro acquisti”. Diabete Italia suggerisce la strada dell’Accordo quadro con più operatori. Un Accordo che fissi livelli di prezzo articolati e consenta ai Prescrittori di suggerire alla persona con diabete la soluzione più adatta fra quelle disponibili a quel prezzo senza dover procedere ad una seconda fase di confronto competitivo.

In allegato: l’articolo di Sanità 24, l’articolo di Quotidiano Sanità, il testo della XVI Rilevazione.

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