-----

In ricordo di Mauro Talini

Mauro Talini ha perso la vita il 13 maggio sulle strade del Messico, travolto da un camion. Era a due terzi della più grande delle sue imprese: attraversare le Americhe dalla Terra del Fuoco all'Alaska in bicicletta, portando per 25 mila chilometri un messaggio di speranza sia per le persone con diabete come lui sia per le attività dell'Associazione Internazionale Padre Kolbe a favore dei bambini più in difficoltà dell'America Latina.

Mauro Talini era al tempo stesso una persona come tante e una figura straordinaria. Aveva impiegato qualche tempo per accettare il diabete ma ha saputo trasformarlo in una sfida e nell'occasione per condividere con il mondo quello che era riuscito a fare. L'incidente che lo ha ucciso in Messico a metà della sua ultima sfida non cancella certo il valore della sua testimonianza e della sua vita.
“Mi chiamo Mauro Talini, nato a Viareggio il 24-07-73, lavoro in un albergo a quattro stelle in Versilia, sono celibe e abito a Quiesa, una frazione del comune di Massarosa in provincia di Lucca”. Si presentava così, con grande semplicità, nel suo sito.

Eccezionale anche nella sua sobrietà, Mauro Talini ha percorso con la sua bicicletta quasi tutti i continenti portando un messaggio di speranza e gettandolo in faccia a chi vorrebbe discriminare le persone con diabete.
 

Mauro e il diabete

Mauro ha incontrato il diabete a 11 anni e per lungo tempo non l'ha accettato. “Nei primi dieci anni non controllavo la glicemia nemmeno una volta al giorno”, racconta. “La malattia non l’accettavo, la rifiutavo, la vedevo come un limite come un elemento estraneo a me”. L'emoglobina glicata era arrivata a 11%. Poi qualcosa è cambiato «sia per esperienza sia per maturità capisci che se non l'accetti per quello che è in realtà, non vivi bene sotto nessun punto di vista e quando riesci a fartene una ragione, tutto ti è più chiaro, non lo vedi più come un limite, ma anzi come uno stimolo in più per migliorarti e dare il meglio di te» affermava Mauro. “Il diabete non è un limite, anzi, lo considero una scuola di vita”.
 

Mauro e le sue imprese

Calciatore di livello agonistico e appassionato di ciclismo, Mauro ha iniziato ad allenarsi a pedalare su lunghe distanze con serietà nel 2001, “con l'intento anche un po' fantasioso di cimentarmi in viaggi di alcuni giorni fuori Regione e chissà, in un futuro poi, per quali mete”, racconta. “E i sogni hanno iniziato a realizzarsi”.

Per rubare una frase cara a un grande atleta con diabete (il maratoneta Pippo Pipitone) Mauro non correva per dimostrare qualcosa ma sapeva che correndo dimostrava qualcosa.

2003 Tour del centro Italia.
Nel 2003 Mauro Talini effettua il primo dei suoi tour. In 7 giorni e con una media giornaliera di 178 chilometri percorre tutta l’Italia centrale, per un totale di 1246 chilometri.

2004 Tour del centro e sud Italia.
Nel 2004 con l'appoggio della Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici e dell’azienda farmaceutica Novo Nordisk, Mauro attraversa il centro e tutto il sud Italia comprese Sardegna e Sicilia in 15 giorni (2359 chilometri media giornaliera di 168 chilometri).
› Clicca qui per leggere la pagina dedicata a questo tour sul sito di Aniad 

2005 Tour Europeo attraverso i principali santuari d'Europa.
L'anno dopo Mauro riesce a coniugare la passione per il ciclismo con l'altra costante della sua formazione personale: la fede. I suoi percorsi in solitaria sono simili a quelli dei pellegrini e infatti in questo tour Mauro visita Lourdes, Santiago de Compostela e Fatima in 18 giorni (2664 chilometri).
› Clicca qui per leggere la pagina dedicata a questo tour sul sito di Aniad

2006 1° Tour Europeo.
L'anno dopo i chilometri diventano oltre 3200, percorsi in tre settimane toccando Vienna, Bratislava, Czestochowa, Cracovia, Berlino e Amsterdam. Mauro è appoggiato da Aniad, Novo Nordisk, dalla Associazione Medici Diabetologi e dalla neonata Associazione Diabete Versilia oltre che dal comune della ‘sua’ Massarosa come in tutti gli altri tour.
› Clicca qui per leggere la pagina dedicata a questo tour sul sito di Aniad

2007 2° tour europeo.
Diventano 5665 i chilometri per raggiungere in 39 giorni Capo Nord passando per Svizzera, Germania, Danimarca, Svezia, Finlandia e Norvegia.

2008 A Gerusalemme.
Meno lungo (4700 chilometri) ma più avventuroso e più ricco di significato il tour che in 33 giorni ha portato Mauro a Gerusalemme attraversando i Balcani, la Turchia, Giordania, Palestina e Israele.
› Clicca qui per leggere la pagina dedicata a questo tour sul sito di Aniad

2009 Bolivia Brasile e Argentina.
Ottanta giorni oltre 9000 chilometri a volte lungo piste appena tracciate, su e giù per le Ande e la foresta. Il progetto Una bici mille speranze 2009 parte da La Paz, in Bolivia, e porta Mauro a Ushuaia in Patagonia. Un viaggio fra le iniziative organizzate dalla Associazione internazionale Padre Kolbe divenute il punto di riferimento di Mauro già nel 2007. Nel capodanno 2007, a un incontro di preghiera Mauro incrocia la strada dell'Associazione Internazionale Padre Kolbe - A.I.P.K. Onlus, «mi sono appassionato a questa realtà, ne sono diventato socio e ho deciso di sostenerne – a mio modo – i progetti umanitari e educativi che porta avanti in Brasile, Bolivia e Argentina». Il tour sudamericano di Mauro ha l'obiettivo di sostenere il progetto ‘La Città della Speranza’ che l'Associazione Internazionale Padre Kolbe sta realizzando a Riacho Grande, San Paolo, Brasile.
Per la prima volta Mauro pubblica il diario del suo viaggio che esce edito da Pendragon
› Clicca per acquistarlo

Mauro non ha mai voluto diventare una star o uscire da una dimensione di sfida e testimonianza che resta privata. «È grazie alla solitudine dei miei lunghi percorsi che ho potuto apprezzare la gioia delle comunità e dei piccoli gesti», diceva.
› Clicca per navigare sul sito di Mauro

Logos
Diabete Italia Onlus
c/o Legalitax Studio Legale e Tributario, Via Flaminia, 135 – 00196 Roma - C.F. 97332370580 - P.I. 12150181001
info@diabeteitalia.it - webmaster: www.uela.it
AMD OSDI SIEDP SIMG A.G.D. ITALIA Aniad Diabete Forum