-----

Progetto Retinopatia Diabetica: una lotta possibile

Liste d’attesa, ticket, dimenticanze, scarsa informazione. Per mille ragioni solo una parte delle persone con diabete controlla regolarmente il fondo oculare. Diagnosi tardive rendono difficile contrastare lo sviluppo di una patologia che rimane la prima causa di cecità in Italia. Un Progetto di sensibilizzazione intende creare la corretta sensibilità politica sul tema.

La retinopatia diabetica è la principale causa di cecità legale in Italia. Grazie a nuove categorie di farmaci e all’evoluzione delle tecnologie di fotocoagulazione è divenuto più facile se non invertire l’evoluzione della malattia, fermarne o ritardarne in modo significativo lo sviluppo. «Possiamo e dobbiamo fare molto di più però, sul fronte della prevenzione primaria: soprattutto facendo in modo che tutte le persone a rischio effettuino un controllo del fondo oculare secondo le scadenze previste dalle linee guida», ricorda Concetta Suraci, diabetologa e vicepresidente di Diabete Italia.

‘Possiamo’, ‘dobbiamo’. L’uso del plurale non è retorico. «Occorre una mobilitazione collettiva», ricorda Concetta Suraci, «le società scientifiche della diabetologia e dell’oftalmologia, insieme al ricchissimo tessuto delle associazioni di pazienti diabetici e ipovedenti sono già da tempo mobilitate, così come Diabete Italia e l’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità - IAPB Italia onlus. Ora si tratta di sensibilizzare le autorità politiche e sanitarie».

Proprio per questo il 16 febbraio 2017 presso la IAPB Italia si è tenuta una riunione al fine di implementare il Progetto di sensibilizzazione sulla Retinopatia diabetica che già nel 2016 ha visto impegnato anche Diabete Italia.

Il Progetto, realizzato con il contributo non condizionato di Allergan, nasce da una partnership di Iapb Italia con il Centre for Economic and International Studies (CEIS) dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, e in collaborazione con SOI, SIMG, IBDO, e Diabete Italia. In occasione della riunione del 16 febbraio si è ritenuto di ampliare la condivisione dello studio prodotto e la sottoscrizione del Social Manifesto da parte di tutte le organizzazioni impegnate quotidianamente, a diverso titolo nella lotta al diabete, in modo da fare massa critica per il raggiungimento dell’obiettivo finale: evitare che la persona diabetica perda il bene prezioso della vista.

«Abbiamo voluto definire e riassumere per portarlo all’attenzione delle Autorità lo stato delle conoscenze in merito alla epidemiologia e alla terapia della retinopatia diabetica», spiega Tiziano Melchiorre, Segretario generale di Iapb Italia, «realizzando un white paper (clicca qui per scaricarlo) completo e aggiornato ma relativamente semplice da leggere». Questo documento è stato e sarà posto all’attenzione dei legislatori e dei dirigenti a livello nazionale e regionale. Il primo obiettivo è una mozione parlamentare che impegni il Governo a stanziare le adeguate risorse per affrontare energicamente lo sviluppo di tale temibile patologia oculare

Ma dov’è il problema? «Semplice: solo una parte delle persone con diabete effettua i controlli del fondo oculare con la frequenza necessaria. I danni vengono quindi scoperti troppo tardi e gli interventi divengono più costosi e meno efficaci», riassume Melchiorre. Questa mancata aderenza ha mille cause. «A volte il paziente non coglie l’importanza e non si fa parte attiva nel prenotare le visite. A volte per mancanza di medici le liste di attesa sono troppo lunghe. A volte l’esame viene effettuato, ma oculista e diabetologo non si coordinano. A volte è il ticket previsto , ad oggi per la visita oculistica, a risultare un problema, a volte l’ostacolo è la necessità di farsi accompagnare da qualcuno alla visita perché l’allargamento della pupilla rende impossibile guidare l’auto al ritorno». Banalità, si dirà ma spesso questi ‘banali’ problemi portano a gravissimi handicap e sofferenze. Con i nuovi LEA il problema del ticket dovrebbe essere superato.

Il coinvolgimento delle autorità politiche e sanitarie è necessario, «anche se le soluzioni si devono sviluppare concretamente a ogni livello», continua Melchiorre, «è essenziale – e questo è un obiettivo che abbiamo raggiunto con il nostro social manifesto, presentare un fronte comune: una assoluta convergenza di opinione anche su temi ‘difficili’».

Per esempio il white paper ammette che – pur essendo la visita in presenza dell’oculista il ‘gold standard’, l’attività di screening del fondo oculare possa in prima battuta essere effettuata in telemedicina. In pratica personale, al di fuori dell’ambiente oculistico, anche non medico ma appositamente formato può acquisire – la dove non esistono alternative – una immagine digitale del fondo oculare del paziente e trasmetterla all’oftalmologo il quale, in tempo reale o in un secondo momento la potrà refertare selezionando i casi che richiedono un approfondimento diagnostico..

«Diabete Italia», conclude Concetta Suraci, «essendo espressione comune di società scientifiche come AMD e SIMG e di associazioni fra pazienti, e collaborando strettamente con IBDO e con IAPB ialia non poteva non essere coinvolta in questa campagna di sensibilizzazione, che è coerente con quanto abbiamo fatto e facciamo nell’ambito del progetto Occhioaldiabete».

 

Scarica il Social Manifesto.

Logos
Diabete Italia Onlus
c/o Legalitax Studio Legale e Tributario, Via Flaminia, 135 – 00196 Roma - C.F. 97332370580 - P.I. 12150181001
info@diabeteitalia.it - webmaster: www.uela.it
AMD OSDI SIEDP SIMG A.G.D. ITALIA Aniad Diabete Forum