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Lorenzin e Mantovani: passo indietro sulle gare per i presidi

Nell'incontro del 14 maggio a Roma organizzato da Diabete Italia e dal Comitato Nazionale per i diritti il Ministro della Salute e l'Assessore alla Salute della più grande regione italiana hanno sostanzialmente accolto le rivendicazioni delle 150 persone con diabete presenti. Si profila una moratoria de facto e un ripensamento a livello nazionale di tutte le norme sull'autocontrollo della glicemia.

Sarà stato l'accorato appello di Emanuela Baio presidente del Comitato Nazionale per i diritti delle persone con diabete, o più probabilmente la presenza in forze dei rappresentanti delle persone con diabete di tutta Italia, i quali hanno riempito oltre il limite la sala conferenze del Ministero dell Salute a Roma. 

Fatto è che sia il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, sia l'Assessore alla Salute della Regione Lombardia Mario Mantovani si sono detti contrari all'utilizzo indiscriminato delle gare nell'acquisto di presidi per l'autocontrollo della glicemia. 

Chiedere al Ministro o all'Assessore della regione con il maggior numero di persone con diabete di pronunciare un aperto 'No alle gare' sarebbe stato troppo. Ma l'obiettivo è stato parzialmente raggiunto. Mario Mantovani ha utilizzato la seguente formula: "Sì alle gare per l'acquisto di presidi, purché rispettino la libertà di scelta del paziente e garantiscano la massima qualità". Il che significa sconfessare il meccanismo della gara che ha come effetto proprio quello di imporre a tutti l'uso di uno o al massimo di pochi modelli che si sono aggiudicati il monopolio grazie alla logica del prezzo più basso.

Il Ministro Lorenzin ha sostanzialmente accolto l'appello delle Associazioni affermando che "ognuno deve poter scegliere la tecnologia che vuole" e si è impegnata a definire un protocollo "eguale per tutti i cittadini italiani che preveda procedure rigorose ma semplici e verificabili".

Emanuela Baio e il presidente di Diabete Italia Salvatore Caputo hanno presentato al Ministro e all'Assessore una proposta sostanzialmente inattaccabile in grado di garantire l'equilibrio finanziario dei conti pubblici e l'equilibrio glicemico delle persone con diabete.

In grande sintesi questo documento richiede di: 

  1. inserire l'autocontrollo e l'educazione della persona con diabete nei Livelli essenziali di Assistenza, trattandosi di un elemento integrante della terapia efficace non meno di molti farmaci 
  2. porre fine alle disparità di accesso all'autocontrollo fra cittadini di diverse regioni d'Italia. E per accesso si intende la possibilità di praticarlo, la possibilità di ricevere una educazione terapeutica, il numero di determinazioni prescrivibili e la distribuzione attraverso le farmacie
  3. la garanzia della qualità dei prodotti 
  4. la possibilità per il Medico e il paziente di scegliere lo strumento di volta in volta più adatto

L'intervento di Emanuela Baio  
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"Siamo qui non per fotografare ma per risolvere un problema creato dalla politica con la sua incapacità di rispondere alle esigenze della persona con diabete. Il problema è stato posto dall'utilizzo indiscriminato delle 'gare' per la fornitura di presidi per l'autocontrollo". Con queste parole Emanuela Baio, presidente del Comitato nazionale per i diritti della persona con diabete ha riassunto il senso dell'incontro.

Emanuela Baio si è rallegrata per la partecipazione massiccia e di qualità delle Associazioni fra persone con diabete a questo incontro. Testimonianza della ricaduta che il problema 'gare' sta avendo e l'importanza dell'autocontrollo. 

Emanuela Baio ha confermato come l'autocontrollo sia a tutti gli effetti un atto terapeutico, un elemento della terapia del diabete. Lo Stato deve quindi garantire la qualità degli strumenti e deve garantire la libertà di scelta. Con le gare non vince la qualità, con le gare si azzera la libertà di scelta del medico e del paziente

"Noi invece ci riconosciamo in uno Stato che accoglie la persona con diabete nella sua attività di ogni giorno per ritardare le complicanze per stare bene e quindi costare meno", ha affermato la Presidente del Comitato nazionale per i diritti della persona con diabete al quale ha ricordato come la Regione Toscana sia restia a estendere lil meccanismo delle gare all'autocontrollo j quanto "Glucometri e strisce non sono consegnati al medico ma direttamente al paziente sono quindi  diversi  dagli altri presidi" come ha confidato a Emanuela Baio Loredano Giorgi Direttore per le Politiche del farmaco,innovazione e appropriatezza della Regione Tiscana

 

L'intervento del Presidente di Diabete Italia Salvatore Caputo  
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In sintesi la relazione del Presidente di Diabete Italia Salvatore Caputo ha presentato i dati che sostengono le richieste presentate nel protocollo. Per prima cosa ha detto Caputo, l'autocontrollo serve. "Soprattutto se insieme al glucometro e alle strisce la persona con diabete e la sua famiglia ricevono, da un medico o da un infermiere, l'educazione necessaria a effettuare le misurazioni nei momenti giusti, a comprendere e utilizzare al meglio il dato. Con queste condizioni", ha detto Caputo, "l'autocontrollo può ridurre dello 0,5% la percentuale di emoglobina glicata, un effetto simile a quello di molti farmaci". 

L'aderenza (vale a dire il rispetto delle prescrizioni) all'autocontrollo e alle cure comporta una riduzione decisa nella probabilità di sviluppare complicanze. "C'è quindi una ricaduta diretta fra l'autocontrollo della glicemia, l'aderenza alle prescrizioni e la riduzione dei costi sanitari legati al diabete, costi che in larga maggioranza non sono dovuti al costo di strisce, farmaci o assistenza diabetologica ma alle ospedalizzazioni e ai danni delle complicanze". 

Il Presidente di Diabete Italia ha poi accennato al fatto che, in alcune regioni, l'amministrazione per ottenere un risparmio ha deciso di distribuire direttamente (presso i Centri di Diabetologia o presso le Farmacie ospedaliere) le strisce, le lancette e a volte altri presidi necessari alla persona con diabete. Così facendo ha trasferito dei costi al paziente e alla sua famiglia che tre o quattro volte all'anno devono recarsi in luoghi spesso lontani in auto cercando di intercettare i giorni e nelle ore di apertura dei servizi addetti. 

Prendendo in esame il meccanismo delle gare, Salvatore Caputo ha sottolineato in primo luogo come queste, premiando il prezzo più basso, tendano a premiare strumenti di qualità insufficiente. Per essere venduto in Europa infatti uno strumento per l'autocontrollo non deve rispettare norme stringenti o sottoporsi a una verifica realmente indipendente. Deve solo ottenere, sostanzialemnte attraverso una auticertificazione, il marchio di conformità 'CE'. "E uno studio mostra che su 43 strumenti per l'autocontrollo venduti in Europa ben 16 non rispettano gli standard internazionali ISO in materia". L'esperienza della Regione Liguria, che ha dovuto richiamare 17 mila strumenti che pur avendo vinto una gara si mostravano non affidabili, lo dimostra". 

Caputo è entrato ancora più nello specifico perché le persone con diabete non devono avere paura di parlare la lingua degli amministratori. In teoria una gara vinta da un prodotto che promette un prezzo poniamo di 25 centesimi a striscia contro un costo medio di 50 centesimi a striscia rappresenta un risparmio del 50% per l'amministratore nel triennio al quale la gara si riferisce. "In realtà questo risparmio non si materializza subito, perché non è possibile sostituire tutti gli strumenti ed erogare l'addestramento necessario il primo giorno del primo anno di validità dell'accordo. "L'esperienza ligure afferma che al massimo di riesce a sostituire un terzo degli strumenti ogni anno. Quindi alla fine del primo anno avrò un terzo del risparmio conseguito, alla fine del secondo due terzi e solo nel terzo anno l'amministratore inizierà a vedere il risparmio atteso, proprio mentre è in corso la gara per il triennio seguente" ha esemplificato Caputo.

Quindi il risparmio del 50% che la gara nel nostro esempio avrebbe garantito "nel mondo reale è di molto inferiore, anche non considerando il costo del lavoro di addestramento da parte di medici e infermieri e gli svantaggi per le persone con diabete che erano abituate a usare uno strumento diverso". 

Inoltre, sempre nel mondo reale, come ha fatto notare il Presidente di Diabete Italia, le gare previste dalla Consip si possono realizzare solo nelle Regioni che adottano integralmente la distribuzione non in farmacia che sono tre, due delle quali hanno già fatto una gara. Quindi la Consip ha lavorato solo per una regione. 

Diabete Italia e il Comitato per i diritti della persona con diabete ritengono sia possibile lasciare libertà di scelta al paziente e al medico garantendo la personalizzazione della terapia, salvaguardare la qualità e ottenere comunque dei risparmi molto significativi.

La soluzione proposta è stabilire un prezzo unico di rimborso valido a livello nazionale per tutti gli strumenti (o al massimo due prezzi, uno dei quali riservato agli strumenti ad alto contenuto tecnologico). Potranno essere prescritti e rimborsati tutte le 'strisce' e le lancette prodotte da aziende che accettano questo prezzo. A questo prezzo verrebbe aggiunta una percentuale per remunerare la distribuzione in farmacia. 

Con questo approccio secondo i calcoli proposti da Salvatore Caputo si realizzerebbe un risparmio pari a un quarto della spesa per presidi per l'autocontrollo.

 

L'intervento dell'Assessore Mantovani
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"La Regione Lombardia ha raggiunto una eccellenza europea nella cura delle malattie acute, ora ci diamo lo stesso obiettivo per quanto riguarda la gestione della malattia cronica. Il 30% dei lombardi ha una o più condizioni croniche e queste persone assorbono il 70% della spesa sanitaria. In Lombardia 525 mila persone hanno il diabete. Noi siamo impegnati in una completa rivisitazione del nostro approccio alla cronicità", così ha esordito Mario Mantovani Vicepresidente e Assessore alla Sanità della Regione Lombardia, la Regione con il più alto numero di persone con diabete e considerata punto di riferimento della innovazione in materia di politiche della salute. Parlando di gare Mantovani ha affermato: «Le gare le impone la legge, non le decide la Regione. Quindi non posso dire no alle gare ma voglio che sia rispettata la libertà del cittadino di scegliere. Una riflessione quindi deve essere fatta. Voglio che sia garantita qualità. Noi già nella bozza di progetto per l'assistenza alla cronicità abbiamo previsto l'istutuzione di una agenzia di controllo per la appropriatezza della prestazione», ha ricordato Mantovani che sullo specifico delle gare pe rl'autocontrollo si è lasciato sfuggire: «faremo una proroga, una moratoria… non lo so»

 

L'intervento del Ministro Lorenzin
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Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha ammesso che negli ultimi anni è avvenuta non solo la 'regionalizzazione' ma anche la 'ragionierizzazione' del management sanitario. "tutto è stato tradotto in tabelle di numeri e non sempre chi ha scritto e utilizzato questi numeri sapeva come avrennero impattato sulla qualità del servizio". Spesso quindi le azioni intraprese non hanno dato risultati.

Il Ministro si è impegnato a riportare la politica economica sanitaria sotto l'egida del Ministero non solo in prospettiva con la rivisitazione dell'articolo V della Costituzione (quello che assegna alle regioni una autonomia quasi completa in materia sanitaria) ma utilizzando gli strumenti ancora a disposizione del Ministero, primo fra tutti la definizione dei Livelli essenziali di assistenza (i LEA). 

"C'è bisogno di un protocollo eguale per tutti i cittadini. Non è vero  che ciascuno può fare come vuole, c'è un dovere di equità sociale  e io voglio che il Ministero si riappropri  attraverso i Lea di questi aspetti" ha detto il Ministro.

Riguardo al meccanismo delle gare che hanno l'effetto di obbligare tutti i Medici a prescrivere e tutti i pazienti a utilizzare uno o pochi modelli di strumenti e strisce, il Ministro si è lasciata sfuggire che "ognuno deve poter scegliere la tecnologia che vuole" e ha sostanzialmente aperto alla proposta di Diabete Italia e del Comitato affermando "c'è bisogno di una soluzione che ci faccia tenere insieme i costi. Il prezzo è quello e io (fra gli strumenti disponibili a quel prezzo) scelgo quello che voglio".

Mostrando una buona conoscenza delle problematiche della persona con diabete, il Ministro Lorenzin è andato oltre le richieste presentate affermando che esiste nella gestione della cronicità: "un problema di procedure. Non è possibile che una persona debba chiedere tre giorni di permesso ogni anno (non per curarsi ma) per fare giri negli uffici e sbrigare pratiche burocratiche". Occorrono  procedure rigorose e che valgono in tutta italia ci vuole praticità di attuazione e verifiche di controllo.

 

L'intervento del Presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale del Lazio Rodolfo Lena
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Intervenuto in rappresentanza del Presidente della Regione Nicola Zingaretti, il presidente della Commissione Politiche Sociali e Salute del Consiglio Regionale del Lazio Rodolfo Lena ha tenuto a ricordare come uno dei primi atti della Consiglio regionale, insediatosi nel marzo 2013, sia stato proprio recepire il 9 aprile il Piano Nazionale Diabete. Il gravissimo passivo dei conti sanitari della regione Lazio non solo non osta ma anzi richiede il rilancio dei progetti per una appropriata gestione territoriale del diabete. Sulla questione dell'autocontrollo l'impegno è quello di garantire la sicurezza dei presidi. Lena ha annunciato che prima dell'estate sarà costituita la Commissione regionale diabete, coinvolgendo la Comunità scientifica le professioni sanitarie e le Associazioni. 

 

Le conclusioni di Emanuela Baio

Concludendo l'incontro Emanuela Baio ha sottolineato i successi ottenuti almeno a livello di dichiarazioni di principio ma ha ricordato la necessità di tradurre le parole in fatti e quindi di vigilare a livello regionale e nazionale perchè questi impegni siano rispettati.

 

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