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Guarire dal diabete? Attenzione a chi vende illusioni

Presa di posizione di Diabete Italia su ‘Come siamo guariti dal diabete’ e Statement del Comitato Scientifico di Diabete Italia

‘Come siamo guariti dal diabete’ è il titolo di un incontro organizzato ad Abano Terme il 29 settembre 2013 dall’Associazione Oltre il diabete. In questo incontro e nel sito dell’Associazione, che ovviamente non ha nessun legame con Diabete Italia, si fa una pericolosa confusione fra delle pratiche consigliabili, altre accettabili (con qualche attenzione) e delle affermazioni molto pericolose, come messo in chiaro nel successivo Statement.

“Il Diabete Mellito e la remissione” a cura del Comitato Scientifico di Diabete Italia”
In rappresentanza di Diabete Italia è stata all’incontro di Abano Terme Valentina Visconti (che si occupa per Diabete Italia dei rapporti internazionali in particolare con IDF) e ha riferito messaggi inquietanti, privi di evidenze scientifiche e/o distorte, per promettere ‘soluzioni salvifiche’, senza distinzione tra remissione (possibile in determinate circostanze) e guarigione.
La maggior parte delle testimonianze in quell’evento ha invece confermato quello che i Diabetologi e le Associazioni che fanno riferimento a Diabete Italia dicono da sempre (e che è stato fortemente sottolineato nello Statement): perdere peso in maniera significativa, alimentarsi in modo sano e fare esercizio fisico consentono nel diabete di tipo 2 nella maggior parte dei casi di migliorare in modo anche sorprendente l’equilibrio glicemico. Non è raro che una persona così facendo veda ridursi l’emoglobina glicata e possa fare a meno di molti o di tutti i farmaci. Nel diabete di tipo 1 l’effetto è una netta riduzione delle dosi di insulina necessarie.
Per molti questo progresso sembra una guarigione. Attenzione però: se per guarigione si intende lasciarsi alle spalle il diabete, non recarsi più alle visite, non seguire più le prescrizioni, non fare più i controlli periodici allora no. Questo è impossibile. Ed è molto pericoloso farlo pensare. Inoltre la completa sospensione della terapia insulinica nel diabete di tipo 1 conduce alla chetoacidosi diabetica che, se non trattata tempestivamente, può avere esiti gravi o addirittura fatali. Purtroppo spesso la cronaca si è dovuta occupare di casi in cui si è verificata questa triste eventualità.
Per questo DI ha ritenuto necessario assumere una netta posizione, elaborare uno Statement e denunciare in più occasioni, insieme alla Società Italiana di Diabetologia (SID) e all’Associazione Medici Diabetologi (AMD), e insieme alle Associazioni delle persone con diabete, come sempre più spesso vengano presentate al pubblico e alle persone con diabete, sulla rete e sui giornali, ‘soluzioni’ miracolistiche, con la promessa di ‘guarire’ in pochi giorni il diabete e di abbandonare le terapie farmacologiche, inclusa l’insulina.
Chi propone queste strade (e sovente si tratta di non medici) spesso accusa i Diabetologi di trasmettere informazioni fasulle e di connivenza con l’industria del farmaco, per salvaguardare interessi personali e commerciali, e contemporaneamente, proprio per i motivi ‘denunciati’, mette a rischio la salute delle persone. Sono iniziative che destano grande preoccupazione e che perentoriamente vanno segnalate alle autorità sanitarie competenti affinché siano consapevoli di ciò che di ingannevole e potenzialmente pericoloso viene pubblicamente diffuso e perché intervengano presso l’opinione pubblica per eliminare procedure senza fondamento scientifico; per evitare che anche nel mondo del diabete accadano casi vergognosi come quelli recentemente sotto gli occhi di tutti per le patologie neurodegenerative.
La Comunità scientifica nazionale e internazionale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e lo stesso Ministero della Salute da decenni sostengono a chiare lettere che la migliore prevenzione del diabete mellito di tipo 2 è e rimane una sana igiene di vita (regolare attività fisica, dieta equilibrata e sana, moderato consumo di alcool e abolizione del fumo). Che siano un pilastro fondamentale del trattamento del diabete è un dato indiscutibile e irrinunciabile. Il problema nasce quando questo viene proposto come unica alternativa ai farmaci qualora siano invece indispensabili o quando si promette prevenzione o guarigione, ad oggi purtroppo impossibili, alle persone con diabete di tipo 1 mettendo a repentaglio la loro vita.

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