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Sport al centro del diabete: 25 anni di ANIAD

In occasione del suo 25° anniversario l'avventura di ANIAD ha meritato un libro, Diabete e Sport, e un convegno, tenutosi a Roma presso il salone d’Onore del Coni il 14 ottobre. Ma alla base di tutto c'è la quotidiana attività di quanti si allenano e gareggiano imparando sempre di più sul loro diabete, confrontandosi e studiando, con i loro diabetologi, schemi alimentari e insulinici di allenamento.

Gerarado Corigliano, fondatore
e presidente onorario ANIAD.

“La verità passa per tre gradini”, scriveva il filosofo tedesco Arthur Schopenhauer, “prima viene derisa e ridicolizzata, poi viene ferocemente contrastata, infine viene accettata come palese ovvietà”. Questo processo è a volte lungo a volte breve. Nel caso dell’attività agonistica nella persona con diabete è durato 25 anni. Oggi è normale consigliare l’attività fisica alla persona con diabete insulinotrattata. Ogni sorta di attività, anche strenua anche a livello agonistico può essere presa in considerazione. Venticinque anni fa tutto questo era eresia. L’agonismo era proibito dalla maggioranza dei medici; la grandissima parte delle attività sportive sconsigliate alle persone con diabete di tipo 1. Gli atleti con diabete venivano discriminati dalle società sportive e dalle federazioni, qualcuno tentava di nascondere la sua condizione. I più obbedivano tristemente.

Marcello Grussu,
presidente ANIAD.

Oggi non fanno più nemmeno notizia gli atleti con diabete che vincono medaglie d’oro, portano a termine maratone e triathlon. La totalità dei Diabetologi non solo permette ma incita i pazienti all’esercizio fisico.

Questa rivoluzione ha tanti protagonisti. Un nome però spicca su tutti, anzi una sigla: ANIAD. Fondata 25 anni fa sulla base di una esperienza regionale dal suo attuale presidente onorario Gerardo Corigliano, l’Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici ha trasformato il nesso Diabete e sport da ossimoro in una bandiera. La persona con diabete può essere atleta ed esprimersi a ogni livello.

Al tempo stesso Società scientifica e Associazione di pazienti (caso unico in Italia dove la collaborazione fra le due anime è forte ma non arriva mai alla ‘fusione’), ANIAD ha promosso e divulgato da una parte studi scientifici sul tema, organizzato diversi dei pochi eventi scientifici specifici. Dall’altra ha partecipato, ideato e organizzato un grandissimo numero di iniziative a livello locale, regionale, nazionale e internazionale.

Una attività svolta da centinaia di soci attraverso le varie articolazioni regionali dell’Associazione (per informazioni www.aniad.org) e ‘facendo rete’ come si dice oggi con tutti gli ambiti istituzionali interessati: Comitato olimpico nazionale, Autorità e agenzie dedicate al contrasto al doping nelle sue varie forme, Cattedre e Società scientifiche di Endocrinologia e Medicina dello sport… La convinta presenza di ANIAD in Diabete Italia fa parte integrante di questa strategia.

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In occasione del 25° anniversario di ANIAD l’avventura dell’Associazione ha meritato un libro, si intitola Diabete e Sport ed è stato scritto dal giornalista sportivo Carlo Franco intervistando il fondatore e primo presidente di ANIAD Gerardo Corigliano, il suo maestro Walter D’Agostino, decano della diabetologia e pioniere dell’assistenza sanitaria in Italia, e molte altre persone fra le quali l’attuale presidente di ANIAD Marcello Grussu.

Sempre in occasione del primo quarto di secolo dell’Associazione Nazionale Italiana Atleti con Diabete, il 14 ottobre un convegno tenuto presso il salone d’Onore del Coni a Roma, dal titolo “Diabete e Sport, il contributo della scienza e del volontariato”, ha offerto un’immagine dell’importanza assunta da ANIAD non solo nella Diabetologia e nell’Associazionismo, ma anche fra le massime autorità nel mondo dello sport.

Giovanni Malagò, presidente del CONI

Forte è, infatti, la collaborazione fra ANIAD e Coni sia a livello nazionale sia regionale. Oltre al presidente di ANIAD Marcello Grussu e al vicepresidente Felice Strollo hanno parlato il Presidente del Coni Giovanni Malagò, il quale ha espresso ammirazione per le attività svolte da ANIAD, ricordando come lo stesso Coni fosse in prima linea da tempo per incrementare, attraverso lo sport, lo sviluppo di una corretta cultura della salute.

Il protocollo, sottoscritto proprio tra Coni e ANIAD nel giugno del 2014, e` stato presentato al pubblico da Giuseppe Pipicelli, che ne ha seguito per conto di ANIAD la definizione e la applicazione regionale.

Hanno preso parte al convegno il Rettore della 4ª Università di Roma Foro Italico Fabio Picozzi, il presidente della Federazione Medici Sportivi Italiani Maurizio Casasco, Stefano Turra in rappresentanza di Diabete Italia, il Generale dell’Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli, responsabile del NADO Italia (Nucleo Antidoping) e la presidente della Commissione Diabetologica Nazionale Paola Pisanti.

Alla base di tutto – libro e Convegno ne hanno parlato diffusamente dando la parola a molti atleti con diabete – c’è la quotidiana attività di migliaia, forse decine di migliaia, di persone con diabete insulinotrattate le quali si allenano e gareggiano imparando sempre di più sul loro diabete e confrontandosi con i loro diabetologi – molti dei quali sono a loro volta appassionati di sport – studiando insieme gli schemi alimentari insulinici e di allenamento.

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